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Ingredienti per 4 persone: - 1,5 Kg. di carne (agnello, o pollo, o coniglio, o capretto, o lepre, o cinghiale) - 3 spicchi d’aglio - 1 rametto di rosmarino - 3 cucchiai abbondanti di olio extravergine d’oliva. - 1 bicchiere di vino bianco - 1 cucchiaio di concentrato di pomodoro ( non utilizzare salsa o pelati !!!!! ) - 1 peperoncino ( che funzioni bene ) - sale

Lavare e pulire la carne tagliandola a pezzi. Mettere in una capace padella di ferro ( sarebbe l’utensile migliore, ma in alternativa si può usare anche una normale padella ) l’olio, l’aglio il rosmarino e immediatamente dopo la carne, ben asciugata, il peperoncino e salare a piacere. Far andare a fuoco medio per circa 15/20 minuti. Quando la carne sarà ben rosolata e l’acqua di cottura quasi del tutto ritirata, versare il vino e far andare a fuoco vivo. Una volta evaporato il vino, riportare a fuoco medio ed aggiungere il concentrato di pomodoro diluito in un bicchiere abbondante di acqua tiepida. Far ritirare sino a quando non si sarà formato un intingolo abbastanza denso e leggermente cremoso. Questo piatto del passato, come tutti i piatti di origine contadina, scaturì dalla necessità di mangiare le poche cose di casa (quando c’erano),ed oramai sta perdendosi nell’oblio della corsa verso il futuro. In occasione della mietitura e successiva trebbiatura o in occasione della vendemmia, i polli della Nilde erano in decisa agitazione, poiché sapevano che sicuramente diversi di loro avrebbero fatto questa gloriosa fine…

Ingredienti per 4 persone: • 300 g di patate • 500 ml di brodo vegetale, • uno spicchio d’aglio • una cipolla • 500 g di funghi porcini • qualche rametto di nepitella • qualche ciuffetto di prezzemolo • sale, pepe, olio

Pulire i funghi porcini, tagliando la parte finale del gambo generalmente ricoperta da molta terra. Non lavarli con l’acqua, dato che il fungo la assorbe, e utilizzare solo un pennellino per togliere il terriccio residuo. In alternativa potete utilizzare un panno umido Pelate le patate, tagliatele a tocchetti e mettetele in una pentola (ideale è una pentola di coccio) a cuocere nel brodo vegetale. Affettate la cipolla e soffriggetela in un tegame con il fondo coperto d’olio, insieme allo spicchio d’aglio e alla nipitella, lasciatela imbiondire poi aggiungere i porcini affettati. Lasciate soffriggere a fuoco non troppo alto per una decina di minuti, poi spegnete. Quando le patate saranno morbide unite il brodo e le patate ai funghi, aggiustate di sale e continuate a cuocere per una decina di minuti. Servire bollente con pepe macinato sul momento e prezzemolo tritato.

La bistecca alla fiorentina si ottiene dal taglio dalla lombata del vitellone. Ha nel mezzo l’osso a forma di “T” – gli inglesi infatti la chiamano T-bone steak – con il filetto da una parte e il controfiletto dall’altra. STORIA: La storia della bistecca alla fiorentina è antica almeno quanto la città da cui prende il nome e se ne perdono le tracce indietro nel tempo. Tuttavia la sua tradizione, la sua celebrità e il suo nome si possono far risalire alla celebrazione della festa di San Lorenzo e alla famiglia dei Medici. In occasione di San Lorenzo, il 10 agosto, la città si illuminava della luce di grandi falò, dove venivano arrostite grosse quantità di carne di vitello che veniva poi distribuita alla popolazione. Firenze all’epoca dei Medici era un importante crocevia dove si potevano incontrare viaggiatori provenienti un po’ da ogni parte del mondo e così si narra che proprio in occasione di un San Lorenzo fossero presenti alle celebrazioni alcuni cavalieri inglesi a cui venne offerta la carne arrostita sui fuochi. Questi la chiamarono nella loro lingua beef steak riferendosi al tipo di carne che stavano mangiando. Da qui una traduzione adattata alla lingua corrente creò la parola bistecca che è giunta fino ai giorni nostri.

PREPARAZIONE e COTTURA: Per un’ottima riuscita, la bistecca deve essere stata frollata diversi giorni dal momento della macellazione in luogo fresco, ma deve trovarsi a temperatura ambiente quando la si cucina. Deve essere un taglio di almeno 1-1,5 kg e alta almeno 5-6 cm. Per scaldare la griglia si usa un’abbondante brace di carbone di legna, usando preferibilmente carbone di quercia, di leccio o di olivo. La brace deve essere ben viva, ma appena velata da un leggero strato di cenere, senza fiamma.Messa sopra la carne senza condimento – operazione fondamentale per prevenirne l’indurimento – va girata una sola volta, cucinandola circa 3-5 minuti per parte. Va fatta poi cuocere “in piedi” dalla parte dell’osso finché non scompaiono da questo le tracce di sangue (la bistecca deve essere tanto spessa da stare in piedi da sola). Una buona cottura è il segreto di tutto il gusto di questo piatto: la carne deve risultare colorita all’esterno, ma rossa, morbida e succosa all’interno.